Tutta questione di sangue di Alessia Caputo

Ho scelto di dare vita a uno degli eventi più spaventosi che potesse accadermi.

Quel famoso fenomeno che si verifica ogni mese a quasi tutte le donne:

LA MESTRUAZIONE.

Non essendo una grande amante delle scienze e sentendomi particolarmente afflitta da questo “problema”, ho deciso di personificare questo importante avvenimento che entra a far parte della vita di ogni donna intorno agli undici anni.

Lui (personificandolo ovviamente come figura maschile) è senz’altro uno dei problemi più rilevanti della vita di qualsiasi donna.

Tra tanti temi importanti, è stato Lui a impadronirsi quasi subito della mia mente, costringendomi a dedicargli, oltre ai soliti cinque, dolorosi e invivibili giorni al mese, anche queste poche righe.

Sarò sembrata totalmente esagerata e tragica, magari anche un po’ patetica, ma uno dei motivi che mi ha spinto a trattare questo argomento è proprio il “cercare di sembrare patetica il meno possibile quando, mentre i dolori del basso ventre mi rendono un automa, cerco di spiegare a chiunque quanto per me rappresenti una sofferenza il cosiddetto sfaldamento superficiale dell’endometrio”.

Magari non riuscirò nell’intento, magari continuerò a sembrare irrimediabilmente patetica, ma anche solo pensare che in qualche angolo sperduto di questo pianeta in rovina, si nasconde una ragazza, una donna o un qualsiasi altro essere umano di sesso femminile che soffre per il mio stesso motivo, mi fa certamente sentire più leggera.

Qui potrei peccare di sadismo, certo, ma in fondo ognuno di noi sa quanto faccia sentire sollevati poter condividere il nostro problema con qualcuno.

Quindi… quando il fenomeno precedentemente citato inizia a diventare un vero problema?

Esattamente quando verso la metà di ogni mese, un uomo affetto da nanismo, con espressione malefica e abiti rigorosamente di colore rosso, bussa alla porta di ogni donna, pretendendo di entrare in casa e di stabilirsi lì con il suo amato sacco a pelo –rosso –, per un periodo che va dai tre ai dieci giorni.

Bello, no?

Lui seguirà ovunque la povera malcapitata, rovinerà ogni suo momento (anche qualche vestito in verità) e renderà ogni giorno un concentrato di ansia e rabbia senza precedenti.

Allo scadere del periodo stabilito se ne andrà, con la promessa di tornare dopo ventotto giorni, sempre che a quella simpaticona di HCG (per gli amici GONADOTROPINA CORIONICA UMANA) non venga la stessa, entusiasmante idea.

Mi sento in dovere però di spendere qualche insignificante parolina per tutti coloro (parenti, amici, fidanzati, animali, domestici) che sono costretti a subire una volta al mese le solite frasi, come se la povera ragazza diventasse uno di quegli orrendi action man con cinque frasi registrate.

Le frasi “La mia pancia è gonfissima!”, “sto per vomitare…”, “SPARISCI!”, “sono sporca?”, “mi fa male la pancia”, “MA QUANDO ARRIVA 'STA MENOPAUSA?” costituiscono per il 90% il linguaggio di una donna vittima di quell’inferno.

Finalmente, però, il periodo post-mestruazione e i 28 giorni successivi alla disgrazia sono caratterizzati dalla rinascita, dal ringiovanimento precoce e dall’improvvisa e sorprendente comparsa di una vita sociale.

Ammesso e non concesso che ci sia.