L'indifferenza che non trasforma di Veronica De Panizza

0.

Si scrivono tante storie, si raccontano tante storie, il mondo è fatto di storie, storie che s’intrecciano per creare storie più grandi, storie legate invisibilmente le une alle altre: una catena senza fine di storie, il cui inizio solo alcuni riescono a spiegare e sempre con un’altra storia! Sapete bene a cosa mi riferisco ( la Genesi della Bibbia, per la cronaca).

Scrivere un racconto è scrivere una storia, alcuni dicono che in ogni storia ci sia sempre un briciolo di verità, così come quando si architetta una bugia o si scherza su una persona.

La storia che voglio raccontare non è vera, ma farò in modo che appaia come tale, perché quando succederà quel che racconterò, si sarà già pianto, si sarà già rimasti tristi, si avrà già urlato al mondo e dentro se stessi "perché non si è evitato?".
Persio diceva: "Che dovrei fare?". Io dico e rispondo: "Immortaliamo la vicenda umana, rendiamola eterna, perché quando una mattanza, un disastro, una tragedia non avviene nel cortile sotto casa, ce ne dimentichiamo, fingiamo di provare compassione, fingiamo di essere arrabbiati e sappiamo solo muovere le labbra verso il basso, corrucciare le sopracciglia e da grandi ipocriti esclamare con voce sofferta: 'mi dispiace!'".
Lettore se vuoi capire a cosa alludo, allora cerca di comprendere che non esistono solo i rottami sulle Alpi francesi, i morti di Parigi e i dilaniati Bruxelles.

 

1.

Correva l’anno 1981, mentre il mondo ballava sulle note di Video killed the radio star, primo brano che ha avuto l’onore di essere trasmesso al grande debutto di Mtv, mentre l’Irlanda dei repubblicani scioperava morendo di fame, l’Italia piangeva Alfredo, i cattolici papa Wojtyla e la Cola-Cola iniziava a bagnare con le sue bollicine frizzanti color caffè il suolo cinese, a Mosul, Iraq, Ahmed lavorava già da qualche mese al progetto idrico voluto dal non ancora condannato per impiccagione Saddam Hussein: la costruzione di una, anzi, della titanica diga.

Chiudete gli occhi e ricordate per un momento le descrizioni fiabesche e paradisiache del Giardino dell’Eden. Si dice che il fiume Tigri fosse una delle quattro ramificazioni del fiume che scorreva tra quegli alberi magici e quei fiori dai mille e infiniti colori. I Sumeri tramandano invece, che quella grande distesa celeste, ora capricciosa e prepotente, sia stata creata dal dio Enki.

 

2.

Quando Ahmed divenne papà per la prima volta, sperimentò quella sensazione bellissima e quasi sfuggente e incantevole di aver creato assieme alla sua giovane moglie, una vita. Tanti erano i libri che con la moglie aveva letto su come educare correttamente il pargolo, tanti su come risparmiare per garantire un futuro alla creatura, per costruire basi solide in vista del grande arrivo. Capelli scuri, testa piccola, occhi grandi e neri, peso 2,5kg, altezza 51 cm. Abdul-Raafi’: questo il suo nome. A 5 anni, a seguito di un incidente, divenne zoppo e la parte laterale del viso si ustionò in modo terrificante: era sfigurato a partire da metà dell’occhio destro fino all’orecchio. Come prevederlo? In pochi secondi è cambiato tutto.

Divenne in men che non si dica lo zimbello di tutti. Zoppo-Malocchio lo chiamavano. Non bastarono le visite negli ospedali di Germania, Italia e Iraq, rimase “storpio” e sfigurato. Ogni trattamento non faceva che renderlo ancora più senza speranze e drammaticamente triste. “Perché continuare?” –  si domandava.

113 m in altezza, lunghezza 3.650 Km, 11.000000000 i metri cubi che gli argini possono contenere. La sua centrale idroelettrica fornisce energia per circa 1.7 milioni di abitanti, la potenza è di 750 MW. Questa è la diga di Mosul. Costruita su un suolo carsico, sensibile all’azione dell’acqua, la grande diga di Mosul ha preferito farsi inondare di speranze, mirando in alto, anziché in basso: le fondamenta dell’ambizioso progetto necessitavano continuamente di iniezioni di cemento, dal momento che le infiltrazioni di acqua rendevano ancora più solubile il gesso. Cure e trattamenti speciali fin dall’inizio della costruzione: la diga si doveva costruire a qualunque costo.

Raafi’ leggeva sul libro di fisica: U= mgh, energia potenziale gravitazionale, E= 1/2mv^2 energia cinetica, V = L A-B /q energia potenziale elettrica. Tre formule, un risultato straordinario. Trasformazione. L’acqua c’era, la diga pure e la centrale idroelettrica altrettanto. L’acqua è trattenuta, la pressione elevata. Mgh è massima, i portelli della diga si aprono, l’acqua scorre scendendo in condutture, mgh inizia a diminuire diventando nulla al toccare il suolo, l’energia cinetica aumenta. Interviene la grande mediatrice: la turbina idraulica assieme al generatore fornito di un dispositivo elettromagnetico che ruota proprio come la turbina. Il dispositivo ruota, il campo magnetico attira gli elettroni che si trovano su un rivestimento metallico. Si produce energia elettrica, molto intensa. Il trasformatore abbassa l’intensità dell’energia elettrica che poi può essere tramessa attraverso le linee di trasmissione.

Ahmed aveva spiegato così a suo figlio la concretezza di quelle formule, di come quelle fossero vitali per i cittadini di Mosul, di come quella struttura maestosa ma fragile servisse anche per l’irrigazione e la produzione idroelettrica.

Raafi’ si chiedeva perché non ricevesse attenzioni. I genitori si preoccupavano per lui, ma ai suoi occhi si trattava di mera esigenza e obbligo genitoriale. Avrebbe forse dovuto tentare il suicidio per ricevere un minimo di attenzione da parte dei suoi compagni? Forse sarebbe stato peggio, ma almeno avrebbero avuto un briciolo di compassione e forse dispiacere. Tutti avrebbero avuto il suo nome in bocca, tutti avrebbero pensato a lui, anche se per un solo giorno.

Iniezioni di cemento su iniezioni, anche la diga aveva i suoi dottori, ma nessuno poneva l’attenzione adeguata. Fino a che punto si sarebbe spinta la titanica diga?

2016 anno difficile, cruento, ambiguo. La diga di Mosul inizia ad essere sulle pagine finali di qualche giornale occidentale, o forse addirittura sulla spalla della pagina principale di un giornale di media diffusione. Iniziano i soccorsi dei grandi eroi salvatori occidentali per occuparsi della questione che non può essere più ignorata. Si preparano, finalmente sono pronti e possono intervenire.

Il tempo è importante in scienza, un secondo può cambiare tutto. In questo caso, tre mesi hanno cambiato tutto. Una parte del muro della diga è crollato. Il numero dei morti? Troppi, come sempre. Pantaloni strappati, del colore della terra, facce infossate, volti non più esistenti, neonati ammazzati come gli animali da pascolo squarciati dal metallo, sangue a pressione troppo elevata, schizza all’impazzata. Poveri ancora più poveri, ricchi ancora più poveri. La trasformazione!

“Ma quanti sono gli italiani morti?” “53, secondo i dati delle ultime ore”. Iniziano le storie biografiche di ogni cittadino italiano. “Che disgrazia”, “Pover uomo!”. I bambini non trovano i padri, le madri, i fratelli, le sorelle e neppure i nonni. I bambini sono scomparsi in un momento, la mamma si è voltata e non ha visto più il suo bambino. Raafi’ dove si trovava? Aveva seguito le orme del padre, si era dedicato all’ingegneria, era di sopralluogo alla diga quel giorno. Dimenticato pure lui nel nulla.

Ci sono stati i documenti per un’analisi dell’accaduto? Sono circolate abbastanza le foto?

Il tempo è importante e, di conseguenza, la tempestività. Ma il tempo fa dimenticare e guardare in una sola direzione: sempre avanti. È una cosa positiva o negativa?

 

3.

Ammirevole. Ho trovato la bozza di questa storia tra i quaderni candidati al riciclo carta. Sì, decisamente ammirevole l’intento di questo scrittore/trice? Si percepisce il bisogno di comunicare, comunicare qualcosa che deve e serve che lo sia. La rabbia e l’arrendevolezza anche si percepiscono.

Non sono forse per i giornali, le radio, le sezioni specifiche di giornali, i volantini, i social, i blog, i mezzi per questo intento? Questa storia deve essere una storia di scienza, sulla concezione della scienza. La scienza è "il risultato delle operazioni del pensiero", "un sistema di conoscenze ottenute attraverso un’attività di ricerca". Questo recitano le definizioni. Bene. Ma bisogna soffermarsi su come essa sia un processo, un processo che se eseguito con rigore e pazienza conduce al risultato, alla realizzazione esatta. Nessun errore. Prevede, evita. La scienza è trasformazione e innovazione, è sforzo umano per rendere qualcosa di rotto funzionale. È stimolo, è guardare con occhio critico, dubitare, indagare. Essere curiosi.

Non è per tutti. Non può e non deve essere utilizzata da tutti.

Fat man, little boy, Zyclon B. Magari fossero stati solo un grasso uomo, un ragazzino e un insetticida.