La battaglia di Riva di Cristina Trianni

13 Aprile 2016, TRIBUNALE DI BRINDISI - SEZIONE PENALE

"In nome del popolo italiano, visti gli articoli 336 e 337 del codice penale, in riforma della sentenza emessa dalla Corte d'Assise di Brindisi, in data 19 aprile 2014, appellata dal pubblico ministero, dal procuratore generale e dai difensori di Riva Giordano, la medesima Corte Appello d’Assise assolve Riva da tutte le accuse perché il fatto non sussiste e fissa in 90 giorni il termine per il deposito della motivazione. L'udienza è tolta".

Tutti i presenti in aula si alzano e continuano ad applaudire mentre Giordano, contadino e frangitore brindisino, dopo essersi congratulato con il suo avvocato, esce scortato dagli agenti della polizia penitenziaria facendosi strada tra la folla di giornalisti che si accalca all'esterno.

 

2 anni prima 
Nicola, contadino della zona, irrompe in casa di Riva. Pare agitato, quasi sconvolto: "Giordano!! L'arrivo di un batterio rischia di farci perdere il lavoro di una vita!!".
"Ma che stai dicendo? Sei impazzito?!", risponde incredulo Riva. 
Nicola, senza esitazione, getta sul tavolo alcuni articoli di giornale e stralci di agenzie di vari siti: "La xylella fastidiosa è il batterio killer che sta prostrando gli ulivi ultrasecolari del Salento. Centinaia di ettari di ulivi ultrasecolari sono morti a causa del virus, il batterio californiano è detto fastidioso per la difficoltà incontrata a stanarlo... Anche l’Unione Europea si è interessata a noi, e come? 'Comunicato dell'Unione Europea tiene fisso il principio di eradicazione degli ulivi malati e di quelli presenti nei 100 metri circostanti indipendentemente dal loro stato di salute'. Adesso mi credi?".
Giordano prende quegli articoli e con gli occhi fissi su quelle parole, ancora incredulo, non risponde. Nicola, deluso, se ne torna a lavorare nei suoi campi. 
Rimasto solo, il contadino,  non ancora convinto di quanto gli ha riferito l’amico, inizia una lunga ricerca su questo misterioso virus, sulle cause, sulle modalità del contagio.
"La xylella fastidiosa è giunta in Italia tramite piante di caffè dell'America centrale e ha colpito gli ulivi pugliesi, diventando fonte di grave pericolo anche per la fauna. Il virus colpisce lo xylema della pianta cioè i canali conduttori tramite i quali vi è il trasporto dell'acqua e dei minerali a tutto l'albero; viene a formarsi una sostanza ostruttiva per i vasi conduttori che blocca il passaggio dei nutrienti".
Lette queste prime informazioni, Giordano comincia a capire perchè i suoi ulivi avevano porzioni di chioma secche e infatti, su un sito internet, trova un altro articolo con l'esposizione delle avvisaglie: "I sintomi sono progressivi: si parte da un imbrunimento dei vasi di un ramo giovane che si estende su rami sempre più grandi fino a intaccare il tronco e le foglie, causando perfino il disseccamento di ampie porzioni di chioma". 
Conosciuti i sintomi, a Giordano non rimane che cercare i responsabili della trasmissione del virus: "La xylella si trasporta tramite insetti vettori chiamati sputacchina che, succhiando la linfa che si trova nello xylema della piante infette, trasmette il virus a quelle sane".
Dopo aver continuato a lungo la sua ricerca, Giordano, ormai consapevole dell'inesistenza di una cura per i suoi ulivi, e sapendo che dovevano essere necessariamente eradicati, spegne il computer e rimane con lo sguardo fisso nel vuoto. Tutte queste cattive notizie gettano in un profondo stato di sconforto Giordano, che vede aggiungersi ai soliti problemi economici dei produttori di olio anche quest'altro rischio. Una vera doccia fredda! Da lì a qualche giorno avrebbe ricevuto comunicazione per l’eradicazione forzata dei suoi ulivi, il frutto del lavoro di tre generazioni.
Si muove allora, lascia le carte e le parole per rivolgersi alla stessa natura, per trovare risposte alle sue domande lì dove ha sempre avuto da imparare. Tra gli ulivi che conosce bene, come membri della sua famiglia, tra le piante (così semplicemente le chiama), che erano grandi e possenti quando lui era un bambino. Piantate dal padre di suo padre, alcune ancora prima, le stesse che lui ha accudito praticamente da sempre. È lì che tutto gli appare chiaro. Non permetterà che i militari abbattano i suoi ulivi. Così, quasi mosso da una forza esterna, il contadino mobilita molti altri contadini della zona e il giorno dell'eradicazione, a cavallo di un'enorme pala meccanica, si riuniscono tutti a fare insieme da  scudo umano agli ulivi affetti dal virus.
All'arrivo dei militari, Riva scende dalla pala meccanica e inizia a urlare: "Non sarà un virus, nè tanto meno la polizia locale a distruggere il frutto del nostro lavoro, l'orgoglio dei pugliesi in Italia e degli italiani nel mondo, e il simbolo della pace".
Alle innumerevoli richieste della polizia di cessare la protesta, Riva si avvicina loro e inizia una discussione che sfocia presto in una rissa, sebbene non voluta dal contadino. Accerchiato dalle forze armate, viene arrestato per minaccia, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

Giordano Riva allora dà un ultimo sguardo alla campagna per salutare, forse per sempre, i suoi ulivi, ed entra in macchina.