Ricordi di una stella di Marco Ferrari

… “Ho freddo anche se sto ruotando velocemente su me stesso per riscaldarmi, mi gira la testa. Scivolo nello spazio cosmico come un pattinatore su una pista di ghiaccio. Rabbrividisco; le mie molecole si avvicinano e si strofinano tra loro per generare calore.

Sono trascorse poche decine di milioni di anni e il mio cuore si sta riscaldando, sento il mio corpo più corto, la materia più concentrata. Ero una grande nebulosa, ora sono quasi un disco appiattito.

Il cuore pulsa, è caldo. Illumino lo spazio attorno a me. Che bello! Non sono solo! Ruoto insieme a rocce, corpi metallici. Sono grigi, silenziosi, sembrano non accorgersi di me…si divertono a combattere tra loro, a scontrarsi, ad aggregarsi. Mi fanno comunque compagnia e seguo i loro movimenti.

Ormai ho cinque miliardi di anni ma questi pensieri sono vivi nel mio nucleo pulsante e caldo. Le fusioni nucleari sono ancora in atto. Sono al centro di una gran bella famiglia formata da otto pianeti, dai loro satelliti e da un gran numero di corpi più piccoli.

Ruotano attorno a me ognuno a modo suo: Mercurio è il più piccolo, il più vicino ed il più veloce; Venere poi è così misterioso avvolto dalla sua coltre di nubi; la Terra è simpatica con tutti quegli esserini che vi abitano; Marte è molto timido, arrossisce sempre; Giove poi, un vero gigante, con le bande chiare e scure agitate da potenti venti e una Grande Macchia Rossa, dovuta ad una tempesta ciclonica; Saturno odia la solitudine va sempre in giro con i suoi sessanta satelliti ed è molto vanitoso, non esce mai senza essersi ornato con i suoi anelli; Urano si diverte da matti a rotolare sul fianco; Nettuno è lontano e ventosissimo”.

Sono trascorsi nove miliardi di anni. Sento che la mia vita sta volgendo al termine, mi sto raffreddando e restringendo, non ho più abbastanza idrogeno da bruciare, ma trovo la forza necessaria per irradiare l'energia sufficiente a diventare una stella gigante, seppur fredda superficialmente e manterrò questa forma per ancora pochi milioni di anni.

Non ho più abbastanza elio per la fusione termonucleare: saluto il mio Sistema per l'ultima volta con un abbraccio, avvolgendolo con i miei gas. Adesso sono una nana bianca e lentamente mi sto spegnendo.