Lo strano moto di un procrastinatore di Aldo Saponaro

La procrastinazione si riferisce all’atto di sostituire attività prioritarie e importanti con attività piacevoli o compiti meno rilevanti o urgenti.

Nella spasmodica ricerca di un’idea per questo testo sono giunto alla disperata conclusione di raccontare un pezzetto della mia banale vita.
Il problema che mi affligge da sempre e che rende i miei pomeriggi delle infinite odissee, il cui scopo principale è cercare di finire i compiti entro un orario che non superi le tre di notte, è la procrastinazione.

Primo principio della dinamica:
Un punto materiale mantiene costante la propria velocità se e solo se è soggetto a una forza totale nulla. In particolare quando il corpo è inizialmente fermo, esso continua a rimanere fermo.


Proprio come un punto materiale fermo che rimane fermo io, dopo essere tornato finalmente a casa, non ho la forza necessaria per mutare il mio stato di dolce quiete.
Quando nella mia testa inizia a balenare l’idea di sedermi sulla sedia e iniziare una sessione continuata di compiti, essa viene subito deviata dal pensiero di capire da quanti mesi sia composto l’anno marziano o di trovare su YouTube qualche tutorial che spieghi come realizzare i migliori areoplanini di carta possibili.
Se la forza totale F su un corpo è uguale al prodotto della massa m per l’accelerazione a secondo l’equazione F=ma, possiamo dire che la forza che devo applicare su me stesso per modificare il mio stato di quiete è direttamente proporzionale al peso di dover studiare, e siccome il peso che ho di studiare è grande, anche la forza dovrà essere grande altrettanto.
Inoltre osservando l’equazione ne deduciamo che l’accelerazione del mio studiare sarà sempre infinitamente piccola, essendo il peso di ciò infinitamente grande.
In realtà non mi manca la forza di studiare ma agisce in un orario molto ristretto, che va dalle undici di sera fino alle due di notte.
Credo che la responsabile di questa improvvisa attivazione sia la paura di andare a scuola con una notte di sonno arretrato.
Inutile dire che la media del numero di ore di sonno per settimana non supera le quattro ore giornaliere.
Ovviamente durante il giorno successivo, a scuola, la mia figura si aggira come uno zombie per la classe e questo si traduce in un circolo vizioso che si conclude solo con la venuta del week-end, quel magico periodo in cui posso sopprimere qualsiasi ansia e preoccupazione e rimandarle alla notte tra domenica e lunedì.
In tanti anni di procrastinazione ho capito però che tutti siamo un po' procrastinatori e che la difficoltà che ognuno ha nel compiere un lavoro, sta nel peso che questo lavoro comporta.
Stasera sono fortunato, sono appena l’una di notte.