Fake-news: in balia della menzogna di Giuseppe Russo

Internet esercita un enorme potere sugli uomini. Ogni secondo, milioni di informazioni circolano incessantemente alla velocità della luce sui vari siti, piattaforme digitali, social network, fino a diffondersi irrevocabilmente tanto da plasmare il pensiero comune. La rete è spesso considerata come la bocca della verità, soprattutto dai giovani, i quali sembrano affidarsi ciecamente alle informazioni qui ricavate. La domanda che sorge spontanea è, quindi: Le informazioni che si acquisiscono su internet sono veritiere o possono portare alla disinformazione?

Nonostante la prima fonte di informazione per gli adulti siano comunque i giornali e i telegiornali, per i giovani, invece, le fonti sono altre. La rete ha, infatti, un grande impatto sui nativi digitali, il quale può talvolta essere positivo: li avvicina al mondo dell’attualità e il rende partecipi a ciò che accade intorno a loro, in un modo al quale sono molto abituati, ovvero tramite un semplice “click”. Inoltre, siti ufficiali, creati appositamente per la divulgazione di notizie, possono rappresentare dei validi sostituti ai telegiornali o quotidiani, offrendo un accesso più ampio a queste informazioni, più pratico e veloce.

Ma, tuttavia, il reale problema sorge quando la fonte dalla quale si diramano tali notizie si sposta da siti ufficiali a social network, come Facebook, dove ognuno ha grande libertà di scrivere tutto ciò che vuole, cosicché un piccolo ed innocuo scherzo postato online può trasformarsi in un’arma di ignoranza. Nell’era della disintermediazione, dove non si ha più un intermediario, ma si comunica direttamente con internet, si è persa la certezza della veridicità della fonte dalla quale provengono queste informazioni. È dunque elevata la possibilità di imbattersi in informazioni false, che si spargono a macchia d’olio tra gli utilizzatori dei social network, data l’irrevocabile veridicità che si dà loro. Si parla, in questi casi, di fake-news, “notizie false, create ad hoc da specialisti della comunicazione per manipolare l’opinione pubblica”1. La conseguenza principale di questo fenomeno è la disinformazione: queste informazioni si diffondono tanto da diventare virali, radicate nel profondo della mente degli uomini; delle conoscenze inconfutabili difficili da estirpare, nonostante le notizie provenienti da fonti ufficiali abbiano tutti i mezzi per smentirle2. Dato che la rete ha creato un ambiente sempre più globale, le fake-news sono tanto semplici, quanto pericolose da inserire online: il 58,8% degli utenti di internet ha ammesso di aver creduto almeno una volta ad una “bufala” trovata su qualche sito internet poco raccomandabile3. Si tratta quindi di un fenomeno di massa, che ha

 

 

 

 

conseguenze molto rischiose sulla mente dei più influenzabili, i quali non godono di una forte personalità e non riescono a distaccarsi dall’opinione comune, seppur errata.

Tra le altre cose, le informazioni più fuorvianti risultano appartenere all’ambito medico e scientifico: parte degli italiani consulta abitualmente internet per informarsi della sua salute, preferendo avvalersi della disintermediazione digitale ed acquisendo informazioni tanto imprecise quanto poco attendibili4. Inoltre, l’opinione dell’uomo medio su argomenti scientifici porta ad una vera e propria dissociazione dalle reali informazioni delle fonti ufficiali: tra creazionisti, contrari all’evidenza dell’evoluzione nel DNA e nei fossili, e antivaxxers, che contestano la medicina tradizionale, credendo che i vaccini portino a forme di autismo5, l’informazione scientifica e la sua divulgazione nella forma più attendibile sono a rischio. Ma la lista di tali movimenti è lunga: un altro esempio eclatante sono i cosiddetti “terrapiattisti”, fermamente convinti del fatto che la Terra sia piatta, cancellando così centinaia di anni di ricerche scientifiche in un millisecondo, ovvero il tempo necessario per premere il tasto di invio.

Nonostante i numerosi benefici della comunicazione e dello scambio di informazioni tramite internet, il pericolo che vi è dietro è evidente. In una società come la nostra, dove l’uomo abbocca all’amo delle fake-news, fino a creare movimenti contrari alla ricerca scientifica, l’ignoranza regna sovrana. Ciò va, infatti, a mettere un freno alla divulgazione medico-scientifica, compromettendone lo sviluppo. Dunque, l’istruzione, la cultura, l’intelligenza umana di discernere ciò che è reale da ciò che è fittizio e lo sviluppo di una personalità propria e definita, risultano essere l’unica arma utilizzabile per raggiungere la salvezza, in un mondo dove l’omologazione è ormai all’estremo. Altrimenti, faremmo meglio ad adeguarci al fatto che la terra è piatta, i vaccini fanno male e l’evoluzione non esiste.

1 Guido Pietrangeli, Bufale scientifiche in rete. “Let’s Science” mostra come difenderci dalle fake-news, huffingtonpost.it, 23 gennaio 2018.

2 Michael Shermer, How To Convince Someone When Facts Fail, scientificamerican.com, 1 gennaio 2017.

3 14^ Rapporto Censis sulla comunicazione “I media e il nuovo immaginario collettivo”, 4 ottobre 2017.

4 Ibidem.

5 Ibidem.