Decibel, tormento del mio udito! di Giulia Wirz

“ Ho letto un’indagine sulla pagina scientifica della  Stampa”

“Riguardante?”

“ I disturbi dell’udito sempre più frequenti tra gli adolescenti che frequentano le discoteche”

“ Mamma, ma che danni può mai provocare la musica? E’ terapia dell’anima, è una carezza per le nostre orecchie. Non puoi capire la sensazione di libertà che si prova a muoversi al ritmo della musica. Muoversi al ritmo della musica fa inebriare, rende felici, ti fa dimenticare tutte le noie e le piccole preoccupazioni della vita quotidiana.”

“ Il problema, Simona, non è la musica ma sono i livelli di  decibel sparati nelle discoteche. Siete talmente abituati a questo martellamento da non accorgervi delle conseguenze sulla salute del vostro udito.”

La conversazione tra Simona e la mamma sarebbe andata avanti a lungo, senza giungere ad una conclusione, se la ragazza non avesse confessato che l’ultima volta che era stata in discoteca le era capitata una cosa strana.

Quel sabato si era preparata al meglio: top nero, un pantaloncino di jeans azzurro chiaro e le converse bianche ai piedi. Aveva appuntamento con le amiche che l’aspettavano vicino all’ingresso. Aveva raggiunto il locale con il motorino che aveva  parcheggiato nell’ampio piazzale . La serata era trascorsa serena e Simona aveva ballato  tutta la notte, senza fermarsi un attimo. Nella confusione aveva perso di vista le sue amiche del cuore ma, per fortuna, saltando da una pista all’altra, ne aveva trovate altre. Era abbastanza affamata quando  aveva deciso di uscire dal locale per raggiungere un chiosco lì vicino che vendeva panini e hot-dog. A quel punto, guardando l’orologio, si era resa conto che si erano fatte le cinque del mattino. La mamma sicuramente stava in dormiveglia, in attesa del suo rientro; decise che era giunta l’ora di tornare a casa . Aveva portato con sé la borsetta con le chiavi del motorino per cui si avviò verso il parcheggio. A metà strada si ricordò di avere lasciato la giacca nel locale; ritornò in discoteca e, recuperata la giacca, si diresse a prendere il motorino. Un fischio continuo e fastidioso, però, la stava accompagnando da quando era uscita dal locale per mangiare il panino. Non ci aveva badato perché pensava di avere ancora nelle orecchie il suono ritmico e pulsante della musica della discoteca. Aveva continuato a muoversi  sulle gambe e a canticchiare come se la musica suonasse ancora. Il rumore non le dava tregua e si ripercuoteva anche nella testa ; Simona era stanca, aveva solo voglia di infilarsi nel suo letto. Raggiunse il parcheggio, salì sul motorino e si avviò verso casa. La sua guida non era sicura, aveva la sensazione di cadere da un momento all’altro, mentre nell’orecchio continuava a rimbombare quel suono fastidioso. Quando aprì la porta della sua camera, tirò un sospiro di sollievo. Ma che incubi e quanta agitazione in quel sonno!

“ Simona forse è il caso che prenotiamo una visita dall’otorino. E poi per almeno un mese non andrai più in discoteca”

La mamma fu perentoria, Simona non aveva scelte ma in cuor suo pensò “ Decibel! Tormento del mio udito”.