Adolescenti e teoria ondulatoria di Giuseppe Guidi Buffarini

Gli esami di licenza media sono ormai passati e, sotto i pini di villa Ada a Roma, Marco stava cercando di proteggersi dal caldo afoso di Agosto. Era un bravo ragazzo semplice, dolce, un po’ timido, gentile e sempre disponibile verso gli altri (qualità non sempre scontate); aspettava con una attesa trepidante l’inizio della sua nuova lunga avventura al liceo fiducioso e convinto che a breve avrebbe vissuto gli anni più belli della sua vita.

La bella stagione vola in fretta e dalle vacanze in riva al mare si ritorna, più o meno contenti, sui banchi di scuola. Per Marco il fatidico primo giorno di scuola si presentò un po’ diverso da come l’aveva immaginato: non sapeva del resto che era come un piccolo orsetto, che uscito dalla tana inizia a conoscere seriamente il mondo esterno. Si sa, l’educazione secondaria ha lo scopo di aprire le chiavi del successo agli studenti nella vita insegnando come superare gli ostacoli davanti al proprio cammino e permettendo un primo confronto, spesso lievemente violento con la realtà. Ritornando al nostro ragazzo, come dicevamo, le sue aspettative all’inizio furono tradite: non si trovava in un ambiente protetto come la scuola media, doveva usare le sue ali e soprattutto doveva imparare di chi fidarsi. Perché nell’adolescenza le persone sono come onde elettromagnetiche con lunghezza d’onda ( non stabilita. Finalmente, passato qualche mese, Marco sarebbe riuscito ad integrarsi nella classe ed avrebbe trovare degli amici.

Si sa, l’adolescenza è un periodo complicato della vita, il passaggio tra l’infanzia e la maturità, e, oltre ad una crescita dal punto di vista fisico, ai giovani si affacciano nuovi sentimenti e nuove situazioni che molto spesso possono far vacillare alcune certezze. E’ proprio nelle difficoltà che l’adolescente cresce, cambiando più volte idee ed opinioni anche grazie al confronto con altre persone, per questo motivo si possono definire “bandiere al vento” che cambiano direzione in base a dove soffia. Gli adolescenti si possono anche considerare dei fotoni – particelle fondamentali della luce – che non hanno ancora stabilito la propria lunghezza d’onda, non si sono ancora stabilizzati.

Riprendendo l’equazione di Planck – Einstein sulla lunghezza d’onda, scopriamo infatti che:

 

E = h c/

 

Si nota quanto l’energia dei giovani risulti discontinua: infatti all’aumentare di diminuisce l’energia E, essendo non ancora costante la lunghezza d’onda abbiamo dei continui sbalzi energetici.

Analogamente con la stessa equazione sono evidenti anche le diverse reazioni nell’attraversare gli ostacoli: quando l’ostacolo è piccolo allora il ragazzo si muove con fermezza, quando l’ostacolo è più grande si trova in difficoltà e reagisce in maniera disordinata in base al proprio pensiero (

De Broglie insegna poi che la lunghezza d’onda è uguale al tipo di ostacolo (h) diviso la massa per la velocità della luce (c):
 

= h /mc
 

Essendo mc anche la quantità di moto, ovvero la capacità di un corpo di superare ostacoli con differente resistenza, possiamo concludere che il futuro uomo dipenderà, oltre che dalle difficoltà affrontate, dalla sua capacità di prepararsi a superarle.

Un ulteriore fattore che influenzerà il ragazzo saranno le amicizie, che possiamo esprimere con l’equazione:

Amicizia = fiducia x affetto x aiuto

Quindi, per concludere, abbiamo che il futuro uomo sarà uguale alla somma tra la lunghezza d’onda e l’amicizia:

U=