A M.E.R.R.Y. heart is a good medicine di Benedetta Pigoni

(Proverbi,17,22)

“   -Gli uomini sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della felicità.-

Questo affermava la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, la nazione in cui tutto era possibile. Ciò che per secoli aveva fatto sognare gli uomini stava proprio in quel diritto che garantiva il raggiungimento della felicità, ma ricordo il giorno in cui questo diritto divenne un obbligo.  Essere contenti era sempre andato di moda. La gente si faceva foto sfoderando sorrisi smaglianti e il web era pieno di testimonianze virtuali di vite apparentemente perfette. Del resto, la felicità era tutto ciò a cui l’uomo aveva sempre aspirato. Un vecchio detto affermava che i soldi non fanno la felicità ma arrivò il giorno in cui gli uomini capirono come vendere perfino quella!  Inizialmente provarono a creare stratosferici parchi divertimenti o arguti programmi televisivi: si rivelarono grandissimi insuccessi. Il divertimento si tramutava in malinconia non appena tutto finiva: serviva qualcosa di più efficace. Il complesso onere di trovare la felicità fu affidato perciò ad un’intelligenza artificiale altamente evoluta di nome M.E.R.R.Y.  Povera M.E.R.R.Y. ! L’intelligenza artificiale si trovava in grandissima difficoltà. Cosa ne poteva sapere un computer di un’emozione complessa come la felicità? Nonostante la sua natura artificiale, nell’affrontare una prova difficile, M.E.R.R.Y. si comportò come un normalissimo essere umano: consultò Internet. Dopo alcune settimane di ricerca, trovò un video che faceva al caso suo. Era la vecchia pubblicità di una cioccolata calda nella quale una modella bionda( che a giudicare dai suoi fianchi probabilmente non assaggiava cioccolata da quando aveva tre anni) sussurrava con fare suadente: “Assaggiate la felicità in un bicchiere”. Il messaggio che M.E.R.R.Y. recepì fu uno solo: non si poteva provare la felicità, era necessario assumerla. Dopo aver ricevuto tale input, a M.E.R.R.Y. bastò poco tempo per elaborare il prodotto che avrebbe cambiato per sempre le nostre vite. Mise in commercio un liquido azzurro: era necessario solo un sorso per sentirsi in paradiso. Inizialmente la felicità era un prodotto di lusso che acquistavano quei ricconi insoddisfatti che, pur possedendo il mondo intero, si sentivano poveri. Quando cominciai a vedere sulla metropolitana i pendolari delle sei con un grosso sorriso beato in volto, capii che i prezzi del liquido azzurro si erano abbassati e il grande pubblico aveva iniziato ad usufruirne. Se quella roba era in grado di rendere trattabile la gente già di prima mattina, doveva essere qualcosa di miracoloso. Effettivamente i risultati dell’acquisto del siero della felicità furono un vero e proprio toccasana per l’intera società. Con l’abbassamento dei prezzi, si abbassarono furti e omicidi ed anche il livello di crimini più gravi ne risentì positivamente. La qualità della vita era decisamente migliorata. Per questo motivo, nessuno si stupì quando il governo affidò tutti i poteri politici a M.E.R.R.Y. Il computer, essendo stato programmato per operazioni di marketing, si sentì piuttosto impreparato di fronte al compito di dirigere un paese intero ma non si perse d’animo (considerando che l’animo non lo aveva nemmeno). M.E.R.R.Y agì seguendo il protocollo: doveva eliminare qualsiasi problema che potesse interferire con la felicità del suo popolo. Rese obbligatoria l’assunzione del siero della felicità e proibì la visione di tutti quei contenuti che non riguardavano argomenti spensierati. La sofferenza altrui era un concetto complesso che rischiava di far scoppiare la bolla di gioia che ciascuno cercava di crearsi. Ricordo che il mio vicino di casa fu arrestato mentre leggeva il “Diario di Anna Frank”: M.E.R.R.Y lo considerava un libro troppo impegnativo. Quello che è successo a quel povero uomo è ingiusto, tuttavia credo che l’intelligenza artificiale non sia affatto cattiva: fa solo ciò per cui è stata programmata. Quello che proviamo tutti i giorni, non è solo un errore d’interpretazione di una pubblicità, ma una soluzione che accettiamo a braccia aperte pur di non affrontare i nostri problemi. Ci piace vivere nella spensieratezza, ma abbiamo pagato il prezzo diventando una massa di beoti sempliciotti, dai sentimenti inibiti. Ci siamo tolti da soli la libertà di essere tristi. Siamo diventati schiavi del nostro stesso sorriso. Per questo motivo vi prego: abbiate il coraggio di cercare la felicità nelle persone che vi stanno intorno e non in uno stupido siero. Vivete a pieno la vostra vita con gioie, dolori, paure ed altre meravigliose e assurde emozioni: solo così sarete davvero felici.”

La donna terminò di leggere il discorso leggermente imbarazzata. La sensazione di disagio durò solo per qualche secondo ma si sentì in dovere di precisare. “Chiedo scusa a tutti voi. Mio padre era un tipo paranoico. Gli dicevo sempre di smetterla quando se la prendeva con qualcuno, ma ci teneva moltissimo che vi leggessi quest’ultima lettera.” Dalla folla si alzò un uomo che esclamò. “Tuo padre era più che paranoico, ce l’aveva a morte con la vecchia M.E.R.R.Y. da quando lei gli ha soffiato il suo lavoro da senatore.”Si alzò un coro di risate a cui si aggiunse la donna mentre gettava distrattamente uno sguardo a ciò che era stato inciso sulla tomba. La pietra fredda recitava solo un nome e una data: 7/3/2326. Quel giorno era accaduto qualcosa di terribile ma per la donna quei numeri non significavano nulla. Erano semplicemente cifre disposte in ordine logico.

“Possiamo procedere?” Domandò l’addetto delle pompe funebri. La donna fece un cenno d’assenso sorridendo radiosamente. La bara fu sollevata e una bambina si allungò sulle punte dei piedi per vedere l’oggetto di legno sparire fra le fauci della terra. “Che fai?” Domandò la donna con una cortesia stucchevole. “Saluto il nonno” Rispose la bimba con innocenza. Il sorriso della madre si incrinò come se avesse realizzato veramente ciò che stava accadendo, ma in qualche secondo scacciò tutti i pensieri negativi come al solito. “Voltati dall’altra parte, tesoro. Non è uno spettacolo per bambini: potrebbe urtare la tua felicità.” Ciò che la madre non capiva era che la felicità della bimba non solo era stata già urtata ma si era frantumata in un centinaio di pezzi affilati.”Facciamo un brindisi in onore di papà!” Propose la donna allegra. Fu versato il solito liquido azzurro in bicchieri raffinati, ma mentre gli ospiti erano 12 furono bevuti solo 11 calici. Il prato tagliato alla perfezione del cimitero fu innaffiato da qualcosa di bagnato e azzurro. Se gli ospiti non fossero stati così impegnati a ridere per una battuta di un che un cugino di secondo grado del defunto aveva appena fatto, avrebbero notato una calda lacrima scivolare discreta lungo la guancia della bambina.

Qualcosa stava cambiando.