“Viaggio nel sistema solare” racconto e fumetto dell’Istituto superiore "A. Moro" di Rivarolo Canavese

Il 20 Marzo di quest’anno, 9 studenti del triennio dell’Istituto di Istruzione Superiore “Aldo Moro” di Rivarolo (TO) hanno partecipato al seminario di Creatività Digitale applicata alla Tecnologia Web Digital, condotto dall’imprenditore informatico Gian Lorenzo Lagna, ideatore del sistema ICT di gestione dell’inventiva e fondatore del portale di creative networking Jai Guru Deva _ Il Network dei Creativi. Proposto all’interno del progetto “La Scienza Narrata”, il seminario ha permesso agli studenti di sperimentare l’applicazione del metodo di Creatività Applicata in forma partecipata secondo il sistema della Creatività e dell’Inventiva di Jai Guru Deva. L’obiettivo del gruppo di lavoro è stato di creare una storia di carattere scientifico. Partendo dall’attività del percepire, attraverso i sensi, singoli elementi della realtà proposti dal relatore in formato digitale, al gruppo di studenti è stato richiesto di immaginare relazioni inedite tra di essi, ordinandoli narrativamente in base ai ruoli di protagonista, antagonista, spalla, oggetto del desiderio e tensione verso il raggiungimento dell’oggetto. Successivamente, il gruppo ha iniziato a collaborare alla creazione di una struttura narrativa compiuta, con l’obiettivo di tradurre infine il lavoro nella forma ipertestuale e nella forma fumettistica.

 

 

SEMINARIO DI CREATIVITA’ DIGITALE
APPLICATA ALLA TECNOLOGIA WEB
MARZO 2017

GRUPPO DI PARTECIPANTI

STUDENTI
Aurora Bellarosa, Emanuele Cerchiè, Liborio Loris Amabilino,
Barbara Costantino, Elena Fontana, Beatrice Bugni, Silvia Obert,
Lorenzo Troglia, Gabriele Varrese.

PROFESSORI
Sara Galetta

RELATORE
Gian Lorenzo Lagna
(Jai Guru Deva _ Il Network dei Creativi)

 

 

VIAGGIO NEL SISTEMA SOLARE
VERSIONE RACCONTO

 

HANNO PARTECIPATO ALL’ESERCIZIO DI PERCEZIONE:
Liborio Loris Amabilino, Silvia Obert, Barbara Costantino,
Gabriele Varrese, Lorenzo Troglia.

HANNO PARTECIPATO ALL’ESERCIZIO DI IMMAGINAZIONE:
Aurora Bellarosa, Emanuele Cerchiè, Liborio Loris Amabilino,
Barbara Costantino, Elena Fontana, Beatrice Bugni, Silvia Obert,
Lorenzo Troglia, Gabriele Varrese.

HA REDATTO IL RESOCONTO:
Sara Galetta

REVISIONE E STESURA FINALE:
Gian Lorenzo Lagna

 

Giulia, una ragazza di 16 anni, frequenta il terzo anno del Liceo Scientifico della città in cui è nata e vissuta da sempre, un piccolo e benestante agglomerato urbano nelle campagne del Nord Italia. Le sue più grandi passioni sono l’astronomia e il campeggio e spesso riesce a farle coincidere trascorrendo giornate e nottate intere in boschi e radure per osservare le stelle, equipaggiata di tenda, binocolo e cannocchiale. Giulia è una ragazzina solitaria, non perché non apprezzi in alcun modo la compagnia ma perché ha sempre ritenuto di non aver incontrato mai nessuno con i suoi stessi interessi e, soprattutto, all’altezza della sua intelligenza. Per questo motivo, non di rado i suoi compagni di gioco e di classe l’hanno ritenuta scontrosa, introversa, a volte presuntuosa e, così, si sono rassegnati a vederla “discutere” più con i suoi libri di pianeti che con amici, compagni e famigliari.

L’unico gruppo di coetanei che frequenta con regolarità - più per obbligo imposto dai genitori che per piacere - si chiama “Explorio”, un gruppo di escursioni tenuto dalla professoressa di Chimica e Geologia Petra Pietra: il nome, soprattutto in relazione alla professione svolta, insieme all’abitudine di farsi accompagnare nelle spedizioni esplorative dai suoi simpatici furetti, ha reso la professoressa quasi una leggenda tra i suoi studenti!

Proprio in campeggio, un giorno Giulia - particolarmente di cattivo umore per aver perso la sua bussola - conosce Paolo, giovane e brillante assistente della professoressa Pietra; è di pochi anni più grande di Giulia e, un po’ a causa delle innumerevoli conoscenze su rocce e fiumi che dimostra di possedere, un po’ a causa della sua gentilezza e disponibilità all’apparenza disinteressata, riesce a suscitare in lei curiosità e rispetto.

Poco dopo il tramonto, Paolo nota Giulia vicina alla sua tenda, da sola, intenta ad assemblare le parti di un cannocchiale; le si avvicina e le domanda se ha bisogno di aiuto. Senza pensarci due volte, Giulia gli affida il cavalletto e gli domanda (anche se più di una richiesta sembra un ordine) di posizionarlo su di una roccia poco distante. Paolo acconsente e poco dopo Giulia lo raggiunge, sistema il cannocchiale sul treppiede e lo punta verso il cielo; con stupore, Paolo nota che, quando osserva le stelle attraverso il monocolo, Giulia pare trasformarsi in un’altra persona: sorride, parla tra sé e sé dicendo frasi come “Eccoti lì, Cassiopea!” e “Lì c’è Freddie Mercury: lo sai che un asteroide di Marte si chiama Freddie Mercury, vero?”, esulta all’avvistamento di nuovi “oggetti non identificati.. cioè non ancora” e si lancia, anche, in esternazioni di simpatica e frivola vanità affermando che “presto o tardi, qualcuno di loro porterà il mio nome!”.

Ad un tratto, Giulia si rivolge a Paolo confidandogli di trovare frustazione nel non poter osservare il sistema solare in tre dimensioni e che, per questo motivo, sta mettendo a punto un software di riproduzione ologrammotica dei pianeti, con un prototipo di generatore di ologrammi inventato e realizzato da lei; Paolo non nasconde il suo stupore e le suggerisce di presentare il suo progetto alla professoressa Pietra, sicuro che sarebbe di suo gradimento e che potrebbe aiutarla a portarlo a termine. Ma Giulia è scettica, pensa che “quella.. voglio dire.. la professoressa si intende solo di sassi, muschi e licheni”; Paolo però la persuade, rivelandole che in realtà il dottorato della professoressa ha avuto come tema di ricerca proprio l’astronomia.

Qualche giorno dopo, di ritorno a scuola, Giulia è nel laboratorio di Chimica con i suoi compagni. Insieme agli altri studenti aspetta la professoressa Pietra per discutere riguardo all’organizzazione dei corsi di sostegno e di doposcuola per i bambini delle elementari, in procinto di partire: come ogni anno, infatti, gli studenti del Liceo effettuano ore di recupero prestando servizio di volontariato con i bambini più piccoli e l’attività consente loro di acquisire crediti scolastici. Entrando in classe, la professoressa saluta i ragazzi e poi si rivolge immediatamente a Giulia, chiedendole di presentare il suo “interessante programma di lavoro da proporre ai bambini”; Giulia trasecola, non capisce di quale programma la professoressa stia parlando, così le esterna tutto il suo sconcerto. Prontamente, la professoressa ribatte dicendole di essere stata informata da Paolo riguardo al lavoro di ologrammotica che sta svolgendo; Giulia si morde le labbra nervosamente, pensa di aver sbagliato a fidarsi di “quel maledetto!” e di fargliela “pagare..!”; dopodichè, rivolgendosi alla professoressa, esprime tutto il suo disappunto ed afferma di essere convinta che quel programma non sia adatto ai bambini.

Martina, la sua compagna di banco, chiede dunque ad alta voce di spiegare a tutti di cosa si tratta e così, dopo il sollecito ribadito anche dalla professoressa, Giulia si alza in piedi ed illustra il progetto di tridimensionalizzazione del sistema solare attraverso gli ologrammi. Poi conclude dicendo che “chiaramente dei bambini non potranno mai realizzare nulla del genere!”. Tutti in classe sono stupiti e affascinati dalla spiegazione di Giulia e restano quasi a bocca aperta. Martina è la prima a prendere la parola per dire a Giulia che senza dubbio si può fare, basterà che sia proprio Giulia a guidare i ragazzi attraverso le fasi di sviluppo del progetto e loro - i bambini - potranno essere i suoi aiutanti: Martina, inoltre, si offre di farle da vice e di aiutarla a presentare il progetto come un gioco. In questo modo, secondo Martina tutti ne trarranno vantaggio. Giulia, a quel punto, sembra apprezzare l’idea ma trova un altro ostacolo: dice infatti che, per terminare la costruzione del software, serviranno alcuni fondi; la professoressa Pietra, quindi, prende la parola e garantisce che la scuola - su sua sollecitazione - potrà senza dubbio partecipare con un modesto ma significativo aiuto, considerata l’importanza del progetto. Fugate tutte le perplessità, anche Giulia mostra entusiasmo all’idea e, insieme a Martina, pianifica il programma per il corso.

Qualche settimana dopo, il programma di Giulia è quasi pronto; seppur con non poche difficoltà, il corso di ologrammotica con i bambini è stato un vero successo: Martina è riuscita magistralmente a dare all’intera esperienza la parvenza di gioco e, sotto la guida e supervisione attenta e determinata di Giulia, i giovani studenti hanno dato il meglio di loro stessi, raggiungendo l’obiettivo di realizzare il software per il prototipo.

Tutto è pronto per la presentazione di fine anno ma.. durante l’ultima lezione con i bambini, pensata come una semplice revisione del lavoro, accadde il peggio: presi dall’agitazione e dall’euforia, alcuni di loro rovesciano dell’acqua sui circuiti elettronici del prototipo, che va in fumo. Giulia è disperata, cerca di porre rimedio all’accaduto asciugando il supporto ologrammotico, eppure niente sembra funzionare. Prova e riprova, ma non accade nulla, così esplode in un grosso pianto e poi fugge via.

Mentre Martina e i bambini la inseguono, Giulia arriva all’ingresso dell’abitazione della professoressa Pietra: la chiama dall’esterno tra i singhiozzi e, non riuscendo ad ottenere risposta, si dirige verso il retro dell’abitazione; dietro la staccionata, nota una grande serra con, all’interno, la professoressa Pietra indaffarata tra innumerevoli piante e splendidi fiori esotici. Giulia urla il suo nome con tutta l’aria che ha nei polmoni e la professoressa si precipita immediatamente in giardino: nota Giulia in preda alla disperazione, così la fa entrare e cerca di calmarla. Pochi istanti dopo, ascoltata la spiegazione dell’incidente, la professoressa Pietra consola Giulia e la tranquillizza dicendole di aver svolto un lavoro esemplare e di essere orgogliosa di lei per aver dato il suo meglio.

Nel frattempo, anche Martina e i bambini arrivano in casa della professoressa e, i “colpevoli” dello sversamento d’acqua si presentano contriti d’innanzi a Giulia per chiederle scusa. Giulia si emoziona e li abbraccia con trasporto. Tutto il gruppo si stringe in un grosso abbraccio e, proprio in quel momento, anche uno dei furetti spunta al centro del cerchio formato dai ragazzi e dalla professoressa; Giulia lo vede e, con enorme stupore, nota che tiene tra i denti la bussola che aveva perso in campeggio. Non crede ai suoi occhi, si rivolge al furetto apostrofandolo come un “Brutto ladruncolo!! Ecco dov’era finita!! Ridammi la mia bussola!!” e, riacquistando entusiasmo, si sfoga in un grande grido di vittoria!

Martina le domanda perché sia così felice e Giulia rivela a lei e a tutti che proprio all’interno della bussola aveva custodito la prima scheda costruita per il prototipo dell’ologramma, con gli stessi circuiti che l’acqua aveva fuso nell’incidente: dunque il loro prototipo può essere aggiustato in tempo per la presentazione di fine anno! Tutti esultano e Giulia, ritornata carica di determinazione, esorta i ragazzi a rimettersi subito al lavoro e a tornare in laboratorio.

La presentazione dell’indomani, di fronte alla professoressa Pietra (e ai suoi furetti..!!), a Paolo e all’intera scuola, è davvero un successo e il sistema solare in 3D, considerato il progetto più meritevole, ottiene una menzione d’onore da parte del Preside in persona!

FINE

 

Fumetto dell'IIS "Aldo Moro" di Rivarolo Canavese