Vestigia: quando l'evoluzione lascia la propria impronta

Se sei alla ricerca di indizi che provino la teoria dell'evoluzione per selezione naturale, non hai bisogno di guardare troppo lontano: il tuo stesso corpo presenta già numerose tracce.

Che si tratti del coccige, della pelle d'oca o di quello strano tendine presente nella parte interiore del polso, il corpo umano è disseminato di elementi che, nell'epoca attuale, non ci servono proprio più a niente! Sono semplicemente lì, come una sorta di reliquia genetica, a ricordarci il nostro passato evolutivo.

Come noi, anche molti altri animali presentano tracce dei millenni che furono: pensiamo, ad esempio, a cosa se ne fanno gli struzzi o le galline delle ali. Assolutamente niente!

Vengono definiti “organi rudimentali” o “vestigia”. Si tratta di strutture organiche un tempo funzionanti e successivamente regredite perché non utilizzate.

È bizzarro: lo stesso termine – vestigia – viene utilizzato per indicare il segno lasciato sul terreno dal piede dell'uomo o dalla zampa di un animale; utilizzato al plurale indica le orme intese invece come tracce di un passaggio, segno della presenza di un'antica civiltà scomparsa.

Il video mostrato in copertina, tratto da Vox.com, rivela, dunque, alcuni degli elementi vestigiali ancora visibili sul corpo umano e su quello di alcuni animali.