Trama? Nah, roba da dilettanti!

Molti sicuramente avranno visto questo film: Interstellar. Un capolavoro di divulgazione davanti al quale Focus deve solo inchinarsi.

Questo film del 2014, diretto da Christopher Nolan – con la consulenza del fisico teorico Kip Thorne –, narra delle peripezie di un gruppo di astronauti in missione segreta dentro un wormhole che conduce a un buco nero di nome “Gargantua”.

Pensate, questo buco nero è talmente potente che ha risucchiato anche parte della trama del film!

Passiamo alle cose serie ora: i miei elenchi!

 

Punti di forza

1. Effetti speciali

Ohmmioddio, quando ho visto quel buco nero sulla locandina i miei occhi hanno avuto un orgasmo! Spettacolari in tutto e per tutto. Perfetti, straordinari, incredibili! Null’altro da dire.

 

2. Trattazione scientifica

Se volete più o meno capire come funziona la relatività questo film è perfetto, esattamente quello che fa per voi! Thorne mi cade un po’ su alcune altre cose (qualcuno ha detto “spaghettificazione”?) ma, ehi! Questo è un film, qui serve la trama. Ah, se l’è mangiata il buco nero? Ops.

 

3. Speranza

Distopico ma realistico al 100% per quanto riguarda la Terra: riesce a giocare con la speranza dei protagonisti e a comunicarla agli spettatori come pochi altri. Peccato solo per il finale alla Walt Disney.

 

Punti deboli

1. Trama

Non stiamo qui a raccontarci la favoletta: non c’è e quel poco che c’è lascia ben tante domande e non porta a conclusione nessun tema tra quelli trattati. Un esempio su tutti: “LORO”. Sono il motore del film senza fare nulla o apparire mai e si risolve tutto in un’ipotesi fatta da un robot umorista (si, è terribile come suona), prima di venir sputato fuori dal buco nero. Si esce da un buco nero. Lo so, probabilmente Thorne era distratto in quel momento.

 

2. Trattazione scientifica

  1. Questo tizio entra in un buco nero e non muore per l’effetto di spaghettificazione appena passa il fronte degli eventi. Né lui, né la navicella, né il robot, terrei a precisare.
  2. RIESCE A USCIRNE
  3. Il protagonista viene ritrovato appena prima di morire da una nave progettata da sua figlia, la quale ha capito come stravolgere la gravità: un'intuizione dettata in codice morse dallo stesso padre che, attraverso il tempo – e da dentro il buco nero che conteneva una matrice pentadimesionale – aveva dettato il messaggio facendo muovere la lancetta di un orologio rotto. Insomma, come se fosse antani con scappellamento a destra.

THORNE SMETTILA DI PROVARCI CON LA STAGISTA E TORNA ALLA RIUNIONE DI PRODUZIONE PER CARITÀ!!

 

3. Demenza dilagante

Il sistema di controllo dei dati rilevati sui pianeti non tiene conto dello slittamento temporale relativistico, né implementa un controllo che impedisce la manomissione dei dati. E nessuno per tutto il film ci pensa. La NASA, in questo film, oltre a diventare segreta, viene diretta da una squadra di babbuini. Non ho altre spiegazioni.

 

Ed eccoci arrivati alla parte meno divertente di tutte: i consigli di un pirla (cit. Articolo 31)

Se deciderete di redigere una trattazione scientifica approfondita, non commettete l’errore di concentrarvi solo su un aspetto a discapito di altri.

 

BONUS:

Se una squadra di babbuini può dirigere la NASA, TU puoi vincere questo concorso, quindi impegnati e scrivi di qualcosa che ti appassiona!  

Autore: Marco Borgna

Vincitore del 1° premio della 6 ͣ edizione de La scienza narrata. Ha frequentato il Liceo A. Avogadro di Torino e la facoltà di Ingegneria Aerospaziale. Attualmente lavora presso IBM CIC come IT Specialist.