Sette brevi lezioni sull'amore tra un uomo e la sua scienza

Pensare che in montagna il tempo passi più velocemente che al mare e che, di conseguenza, il gemello che vive al mare sarà per sempre più giovane di quello che vive in montagna, è davvero un modo romantico di descrivere la teoria della relatività di Albert Einstein. Ancor più romantica è l'idea di poter racchiudere l'essenza del mondo nelle poche, semplici lettere che compongono un'equazione di mezza riga. A descrivere in questo modo tutto il fascino della ricerca e della scoperta è Carlo Rovelli con il suo Sette brevi lezioni di fisica.

Vincitore della XII edizione del Premio Letterario Merck, il fisico e saggista italiano dirige il gruppo di ricerca in gravità quantistica del Centre de Physique Théorique a Marsiglia, più precisamente a Luminy, un quartiere situato nel cuore del massiccio delle Calanques, a picco su quel mare che gli permetterà di rimanere più giovane di suo eventuale gemello montanaro.

Più che un libro sulla fisica, il suo ci è sembrato un libro sull'amore. Sì, perché a scadenze irregolari (un po' come gli elettroni dei salti quantici), tutti noi ci innamoriamo. O ci innamoriamo di nuovo. Questi sono i sette racconti dell'amore tra un uomo e la sua scienza.

La fisica, ci dice Rovelli, è il coraggio di pensare l'impensabile. Cosa intende? Innanzitutto che in amore tutto è lecito! È lecito, ad esempio, pensare di poter screditare l'avversario, o il predecessore. Intende dire che non è possibile considerare la fisica come immutabile, dare dei concetti per assodati, perché proprio dietro l'angolo potrebbe nascondersi un'intuizione nuova, geniale, una visione inaspettata del mondo.
La scienza, infatti, prima di essere esperimenti, misure, matematica, deduzioni rigorose, è soprattutto visioni. Un po' come la poesia per quei poeti maledetti che hanno abitato il XIX secolo. Come Verlaine, Mallarmé, Rimbaud, il fisico deve essere provocatorio, pericoloso per quel vecchietto presuntuoso “che si rifiuta di credere che il grande mondo fuori dal paesino dove vive possa essere diverso da quello che lui ha sempre visto”.

Ci guidano, queste brevi lezioni, alla scoperta dei terremoti scientifici che hanno scosso il Novecento, con le loro rivoluzioni e i loro grandi rivoluzionari: da Einstein e la sua relatività a Bohr e i suoi colleghi della Scuola di Copenaghen, pionieri a spasso nel mondo dei quanti; senza dimenticare le questioni aperte, quelle poste dalle cosiddette particelle elementari o dal recente rilevamento del bosone di Higgs, dai buchi neri e dagli studi sulla gravità quantistica.

È una lettura indispensabile per tutti quegli studenti che si affacciano per la prima volta allo studio della fisica, per permettere loro di apprezzarla e amarla. Ma è anche un libro dedicato a chi la fisica la conosce già, non fosse altro che per innamorarsene ancora.