Scienza e narrazione

L’indagine scientifica è fortemente legata alla narrazione poiché, come spiega anche Jerome Bruner (New York, 1 ottobre 1915) nell’ambito della psicologia culturale, la conoscenza e l’organizzazione dell’esperienza hanno un carattere intrinsecamente narrativo.


Il prodursi storico delle narrazioni e il loro continuo riformularsi dimostrano che il pensiero narrativo è ricerca, è esigenza di senso. Le storie raccontate dalla scienza installano un punto di vista sulla realtà, la ristrutturano, offrono modelli, ma soprattutto hanno una forte componente interpretativa e dunque, come avviene nella composizione letteraria, articolano le possibilità del reale.


La scienza si trova di fronte a problemi non dissimili da quelli della letteratura; costruisce modelli del mondo continuamente messi in crisi, alterna metodo induttivo e deduttivo, e deve sempre stare attenta e non scambiare per leggi obiettive le proprie convenzioni linguistiche. Una cultura all’altezza della situazione ci sarà soltanto quando la problematica della scienza, quella della filosofia e quella della letteratura si metteranno continuamente in crisi a vicenda (I. Calvino, Filosofia e letteratura, in Id., Saggi, Mondadori, Milano 1995, p.186, I ed. 1967).


Come evidenzia Italo Calvino la narrazione è conoscenza, crea modelli interpretativi, ma oltre a coinvolgere la sfera cognitiva mette in gioco passioni come il dubbio e la certezza, dimensioni presenti nei mondi letterari così come nella scienza e nella filosofia.