Raccontare la scienza

Per scrivere non è necessario aver letto tanti libri, può essere sufficiente averne letto venti volte uno. È questa la piccola provocazione che Marco Rossari – uno dei nostri giurati – parafrasando Umberto Eco, ha lanciato agli aspiranti scrittori che partecipano al concorso “La scienza narrata” durante l’evento di Milano (Aula Magna del Liceo scientifico Vittorio Veneto, 27 febbraio).

Per scrivere un racconto che abbia la scienza come protagonista, ha spiegato Rossari, traduttore, scrittore e giornalista, è importante documentarsi, leggere ad esempio di biologia, genetica o diritto, in modo da assicurare coerenza alla storia che si costruisce. Le storie a cui ispirarsi sono ovunque, nelle pubblicità, nelle serie televisive, ma il cuore del racconto deve nascere da un interesse scientifico.

Giorgio Manganelli diceva «Vuoi fare lo scrittore? Fai geologia!», sottolineando l’importanza di avere un metodo, Italo Calvino nelle Lezioni americane ha inserito l’esattezza tra i valori per il successivo millennio, allo stesso modo Rossari individua nella precisione e nell’equilibrio due elementi chiave della scrittura.