Natura vs cultura?

Le ultime due lezioni de La scienza narrata hanno affrontato il tema della natura dell’essere umano e della sua identità soprattutto in relazione al rapporto tra corpo e anima. I progressi della biologia sintetica hanno messo in discussione i confini tra gli esseri umani e le macchine, tra organismo cibernetico e organismo biologico, dunque occorre ripensare al concetto di umano?


Se Aristotele (384 a.C. - 322 a.C.) aveva evidenziato la differenza tra natura e artificio, Hobbes (1588 - 1679) sottolinea che l’automa e l’essere vivente condividono lo stesso principio del movimento. Non è possibile distinguere in maniera netta la vita biologica di un individuo dalla sua biografia, e dunque porre una rigida separazione tra natura e cultura. In questo senso l’antropologia filosofica considera la biologia umana come una biologia socio-culturale, per cui anche le azioni che muovono da una forte base fisologica, come ad esempio l’atto di respirare, acquisiscono una forte base rappresentazionale, entrano in relazione e si contaminano con la comunità


La tecnica, dunque, come sottolinea Maurizio Ferraris, non è aberrazione, e persino l’iPad può avere una profonda affinità con il concetto di anima: se la memoria è l’elemento che ci costituisce in quanto individui, l’iPad, come tutte le tabulae che nella storia dell’uomo lo hanno preceduto (basti pensare alle tavolette in cera usate dagli antichi), è l’immagine dell’anima, è luogo di iscrizione e stratificazione del pensiero e del ricordo.