La Teoria del Tutto... o quasi

Se vi è capitato di andare al cinema recentemente, avrete di sicuro notato come al botteghino si siano presentati numerosi film a tema scientifico. La teoria del tutto di James Marsh è solo l’ultimo della serie.
Oggi cercherò di presentarvi una breve recensione di questo lungometraggio.

Questo film racconta la storia di Steven Hawking (interpretato da Eddie Redmayne), dai tempi del dottorato fino quasi ai giorni nostri. Nello specifico, si dà ampio risalto al suo rapporto con la ex moglie Jane Wild (Felicity Jones), da cui ha avuto tre figli, mentre viene tralasciata un po’ troppo la trattazione scientifica della teoria che, anche in termini divulgativi, sarebbe risultata molto interessante.

Punti di forza:


1. Attori protagonisti e coprotagonisti

Molti interpreti sono da elogiare. Fantastici soprattutto i due attori protagonisti che, nonostante io sia empatico quasi quanto una patata lessa, sono riusciti a farmi sentire male quando a lui hanno dato la notizia della malattia e oppresso quando lei era sull’orlo della crisi.
Encomiabile anche la performance di David Thewlis, conosciuto dai più come il prof. Lupin nella saga cinematografica di Harry Potter, qui nella parte del fisico britannico Dennis William Sciama, relatore della tesi di dottorato di Hawking.

2. Dolcezza
La vera protagonista del film. Mai vista una storia d’amore più dolce di quella tra i due protagonisti.
Lei che gli sta vicino in qualsiasi situazione, che lotta con il medico per far svegliare Stephen dal coma e fargli fare la tracheotomia che gli farà perdere la parola ma gli permetterà di continuare a vivere.
Lui che si accorge di quando lei non ce la fa più e accetta un altro uomo in casa che sostenga sua moglie e che giochi con i suoi figli.
Veramente una bellissima storia al miele.

3. Umanità
Mi è piaciuto moltissimo come è stata trattata la malattia del professore, senza traccia di compassione per quella che è la sua situazione. La malattia ci viene mostrata dallo stesso punto di vista di chi ne è affetto, non secondo quello di chi gli sta intorno: si capisce quando lui soffre per quello che sta vivendo, senza lasciare spazio alla pena.

Punti deboli:


1. La teoria del tutto

Visto il titolo mi aspettavo molta più trattazione scientifica, e che il film, pur centrato sulla vita del professore, desse rilievo anche alle sue ricerche, le quali invece vengono purtroppo a mala pena menzionate.
La pellicola risulta una vera delusione sotto questo punto di vista.

2. Attori secondari
Stonano di molto, al fianco delle performance degli attori principali, quelle degli attori secondari. Solo per fare due esempi, il medico che deve fare la tracheotomia non riesce assolutamente a rendere la tensione del momento: non sembra preoccupato quanto preso da un'improvvisa necessità di andare in bagno. Allo stesso modo, il professore che dà contro ad Hawking durante la presentazione della sua teoria, pronuncia la sua battuta con una convinzione da bambino alla recita di fine anno.

3. Approssimazione
In molti punti il film è fin troppo approssimativo. All’inizio accenna all’avversione di Hawking alla fede senza spiegare nulla. La trattazione scientifica si limita a poche frasi che non sono nemmeno categorizzabili come divulgative. L’attività universitaria del professore non è quasi trattata. Il rapporto con i figli si limita ad un paio di scene in cui li porta in giro con la sedia e poco altro.

In conclusione, il suggerimento tanto ambito da chi vuole partecipare al concorso (lo aspettavate vero?): se volete parlare della vita di uno scienziato, accertatevi di parlare di scienza.

Autore: Marco Borgna

Vincitore del 1° premio della 6 ͣ edizione de La scienza narrata. Ha frequentato il Liceo A. Avogadro di Torino e la facoltà di Ingegneria Aerospaziale. Attualmente lavora presso IBM CIC come IT Specialist.