“Il laboratorio di chimica molecolare” racconto e fumetto del Liceo Scientifico Statale Galileo Ferraris di Varese

Il 30 Marzo di quest’anno, 25 studenti del triennio del Liceo Scientifico Statale "Galileo Ferraris" di Varese hanno partecipato al seminario di Creatività Digitale applicata alla Tecnologia Web Digital, condotto dall’imprenditore informatico Gian Lorenzo Lagna, ideatore del sistema ICT di gestione dell’inventiva e fondatore del portale di creative networking Jai Guru Deva _ Il Network dei Creativi. Proposto all’interno del progetto “La Scienza Narrata”, il seminario ha permesso agli studenti di sperimentare l’applicazione del metodo di Creatività Applicata in forma partecipata secondo il sistema della Creatività e dell’Inventiva di Jai Guru Deva. L’obiettivo del gruppo di lavoro è stato di creare una storia di carattere scientifico. Partendo dall’attività del percepire, attraverso i sensi, singoli elementi della realtà proposti dal relatore in formato digitale, al gruppo di studenti è stato richiesto di immaginare relazioni inedite tra di essi, ordinandoli narrativamente in base ai ruoli di protagonista, antagonista, spalla, oggetto del desiderio e tensione verso il raggiungimento dell’oggetto. Successivamente, il gruppo ha iniziato a collaborare alla creazione di una struttura narrativa compiuta. Ideata la storia e definito l’intreccio, il gruppo ha quindi cominciato a concretizzarlo in forma scritta e disegnata, attraverso strumenti informatici di editing ipertestuale e di design cartoonistico e fumettistico messi a disposizione dal relatore, il quale ha poi curato la revisione della stesura definitiva del testo e del fumetto.

 

SEMINARIO DI CREATIVITA’ DIGITALE
APPLICATA ALLA TECNOLOGIA WEB
MARZO 2017


GRUPPO DI PARTECIPANTI


STUDENTI
Marianna Cis, Niccolò Ghislanzoni, Matteo Ziliani, Federica Paruolo, Cinzia
D’Orsi, Elena De Pellegrini, Camilla Martin, Valentina Guariglia, Chiara Giuli,
Elisa Tang, Albayan Moukett, Matteo Aquila, Sara Visconti, Linda Perrotta,
Alessandro Gorini, Chiara Pannullo, Andrea Quamori Tanzi, Elisabetta Bonaglia,
Eleonora Nardin, Bianca Valentini, Camilla Tocci, Leonardo Rossi, Andrea
Bertacco, Edoardo Bogni, Rebecca Ballerio.


PROFESSORI
Elisabetta Gazzillo


RELATORE
Gian Lorenzo Lagna
(Jai Guru Deva _ Il Network dei Creativi)

 

 

IL LABORATORIO DI CHIMICA MOLECOLARE
VERSIONE RACCONTO

del Liceo Scientifico Statale
"Galileo Ferraris"
 

HANNO PARTECIPATO ALL’ESERCIZIO DI PERCEZIONE:
Federica Paruolo, Camilla Martin, Cinzia D’Orsi, Elena De Pellegrin,
Matteo Ziliani, Albayan Moukett, Linda Perrotta
HANNO PARTECIPATO ALL’ESERCIZIO DI IMMAGINAZIONE:
Marianna Cis, Niccolò Ghislanzoni, Matteo Ziliani, Federica Paruolo, Cinzia D’Orsi, Elena
De Pellegrini, Camilla Martin, Valentina Guariglia, Chiara Giuli, Elisa Tang, Albayan
Moukett, Matteo Aquila, Sara Visconti, Linda Perrotta, Alessandro Gorini, Chiara Pannullo,
Andrea Quamori Tanzi, Elisabetta Bonaglia, Eleonora Nardin, Bianca Valentini, Camilla
Tocci, Leonardo Rossi, Andrea Bertacco, Edoardo Bogni, Rebecca Ballerio.
HA REDATTO IL RESOCONTO:
Edoardo Bogni
REVISIONE E STESURA FINALE:
Gian Lorenzo Lagna

 

Lucia, Michele, Selene ed Edoardo sono studenti del liceo scientifico “Canarie High School”, un prestigioso istituto spagnolo all’avanguardia che accoglie e forma studenti particolarmente dotati provenienti da tutto il mondo. L’istituto gode di un campus d’eccellenza molto ambito, situato a poche decine di metri dalla spiaggia, di fronte al mare, ricco di laboratori di ogni genere per lo studio delle scienze biologiche, chimiche, fisiche, astronomiche, marittime, nautiche, robotiche ed informatiche. Gli studenti vi risiedono per l’intero anno accademico. Per aumentare le possibilità di studio e d’indagine delle isole tropicali e della loro incredibile e multiforme vita ecosistemica, l’istituto si è dotato di osservatori mobili mongolfiera dai quali gli studenti, i ricercatori e gli insegnanti analizzano le caratteristiche vulcaniche dell’area e la ricchissima fauna marina tropicale, nonché l’influenza che pianeti, astri e satelliti sviluppano nei confronti di maree e di attività sottomarine, attraverso telescopi e radar di ultima generazione.

I quattro ragazzi frequentano classi diverse; accomunati da una grande passione per la Chimica, per il semestre primaverile si sono iscritti al laboratorio di “Manipolazione Molecolare” del professor Maurizio Greco, noto nell’istituto per la sua passione dei moti ondosi e per i suoi esperimenti su micro-organismi pluricellulari. Nell’istituto si vocifera che il professor Maurizio prediliga condurre le sue ricerche notte tempo e che la maggior parte dei suoi esperimenti rimangano segreti ed avvolti nel mistero. Le voci più maligne della scuola trovano spiegazione dell’arcano giustificandolo con i numerosi e goffi fallimenti del professore, mentre le più benevole gli attribuiscono un’instancabile dedizione al suo lavoro ed una nobile ed inesauribile sete di sapere e conoscenza, mista ad una folle ed imprevedibile genialità. Anche per questo, i suoi laboratori suscitano grandissimo interesse, non solo tra gli studenti ma anche tra i ricercatori ed i colleghi professori della scuola.

Lucia, Michele, Selene ed Edoardo si conoscono e fanno amicizia nel laboratorio; il professore assegna loro un gruppo di ricerca che ha il compito di approfondire gli effetti della tossina melaencetica sui batteri della barriera corallina e così tutti e quattro si mettono al lavoro per produrre il loro rapporto. Una sera, al termine di una lunga sessione particolarmente proficua e produttiva, i quattro si trovano in laboratorio oltre l’orario di chiusura; ad un tratto, dal magazzino adiacente giunge un grido spaventoso, acuto e strozzato, che pare umano ed essere stato lanciato per dolore oppure per grande paura. Lucia, Edoardo e Michele sono impietriti; il volto di Selene, invece, si accende di eccitazione: senza alcun indugio si dirige verso il magazzino, si avvicina al vano d’ingresso e con cautela avvicina la mano alla serratura elettronica; quando tenta di farla scattare, si accorge però che è azionabile solo tramite riconoscimento d’impronta digitale e che non c’è qundi modo di accedere al magazzino da quell’ingresso. Tuttavia, scorge una fessura di aggancio vicina alla serratura, sbircia al suo interno e scorge una scena inquietante: il professor Greco, di fronte ad un tavolo disordinatissimo, pieno di pozioni, miscugli e fiale
rivoltate a terra - alcune gocciolanti e altre rotte - sta bloccando il braccio del suo assistente, tutto fumante come se fosse andato a fuoco, e con una mano gli tappa con forza la bocca. Selene estrae dalla sua tasca un’antenna auricolare (costruita nel laboratorio di Design Sonoro durante il semestre autunnale), la allunga e poi la inserisce all’interno della fessura, puntandola verso il professore. Dopo aver origliato per alcuni istanti ed aver registrato la conversazione attraverso la sua antenna di riconoscimento acustico, Selene torna dai suoi amici, ancora immobili e quasi in apnea sulle loro sedie, e li sprona a lasciare immediatamente il laboratorio.

Sulla via del ritorno verso i loro alloggi, Selene racconta ai compagni la scena che ha osservato e la conversazione che ha potuto carpire con la sua antenna tra il professor Greco e
l’assistente. Nel frattempo, giungono nella stanza di Edoardo, dove trovano suo fratello Matteo ancora al lavoro su un progetto di Ingegneria e Architettura; Lucia, Michele ed Edoardo sono increduli al racconto di Selene, che chiede quindi a Matteo di farle scaricare sul suo palmare il file dell’antenna; quando Matteo riproduce il file, i ragazzi sentono il piano sciagurato dalla voce stessa del professore: intima all’assistente di smettere di urlare, che è stato un incidente e che non possono più tornare indietro, perché “Lui, il Professore” (come lo definisce Maurizio, tradendo una certa riverenza timorosa nel tono di voce) non lo permetterebbe: devono portare a termine con successo l’esperimento di trasformazione dei rifiuti tossici in sostanze inodori e trasparenti, non rilevabili da alcun sistema di indagine tossicologico, perché svuotate e depotenziate di ogni agente inquinante e quindi sversabili tranquillamente in mare, senza conseguenze di infezione alcuna o di contaminazione per l’ecosistema sottomarino. Ma l’assistente ribatte dolorante, con le lacrime agli occhi, che non funziona, che non può funzionare: ogni tentativo di depotenziamento è stato un fallimento assoluto ed ora anche il suo braccio è stato contaminato, mettendo la sua stessa vita in pericolo. Il professor Greco lo interrompe con prepotenza dicendogli di smettere di dire sciocchezze o davvero la sua vita sarà in pericolo: se si ribellerà ai “Suoi ordini”, ovvero agli ordini del professore di cui Greco non riesce nemmeno a pronunciare il nome, verrà ucciso!

I ragazzi sono terrorizzati: per alcuni istanti, nessuno osa proferir parola, fino a quando Matteo - all’apparenza il più tranquillo ed impassibile di tutti - suggerisce un piano: utilizzare gli osservatori mongolfiera di nascosto, di notte, per verificare l’effettivo sversamento in mare dei rifiuti tossici manipolati dal professor Greco. Edoardo, Lucia e Michele pensano che sia troppo rischioso e che verrebbero immediatamente scoperti e puniti, ma Matteo ha una soluzione anche per questo: incaricare Norby - un piccolo ominide radio-telecomandato che ha inventato e costruito durante il laboratorio di robotica del semestre precedente - del compito d’investigazione. In questo modo, potranno dirigerlo da remoto e, essendo Norby davvero piccolo e molto agile, sarà praticamente impossibile scoprirlo. Selene è euforica ed accoglie il piano di Matteo con entusiasmo, aggiungendo che, per essere certi del successo dell’operazione, oltre a Norby in ispezione dall’alto della mongolfiera uno di loro dovrà immergersi in mare seguendo le indicazioni del robot, per scoprire il punto esatto da cui avviene lo sversamento. Seppur ancora tracotanti e non privi di numerose perplessità, Lucia, Michele ed Edoardo si convincono della bontà del piano escogitato da Matteo e Selene e, tutti insieme, troppo eccitati per andare a dormire, preparano lo schema d’azione per l’indomani...

Il giorno successivo, poco dopo il tramonto, Selene, Lucia e Michele si incontrano in camera di Edoardo e Matteo, convertita in una vera e propria base operativa; Matteo non c’è e nessuno - nemmeno Edoardo - conosce il motivo della sua assenza. Spazientiti e preoccupati, i ragazzi temono il peggio quando, improvvisamente, Matteo entra in camera, facendo tirare a tutti un respiro di sollievo: spiega che il motivo del suo ritardo è dipeso dal ritrovamento in spiaggia di una tartarughina, all’apparenza geneticamente modificata, trasportata a riva dalla corrente e lì trovata esanime. La tiene in mano con grande compassione e amorevolezza e, per mostrarla agli altri, la stende gentilmente sulla scrivania. Lucia e Michele, i più appassionati ed esperti in ambito di vivisezione, di studio di testuggini e di macrobiotica, la scrutano con attenzione, nella speranza di trovare ancora qualche cenno di vita; affranti, notano però una strana iridescenza fuoriuscire dalla bocca e, immediatamente, giungono alla conclusione che sia stata intossicata da agenti modificanti troppo potenti, che non è stata in grado di assimilare; anche il suo corpo è ricoperto da fluorescenze anomale: pare davvero che per lei non ci sia più nulla da fare. Così Michele si offre di prepararle un ambiente amniotico dove poterla conservare fino a quando, tutti insieme, la seppelliranno. A quel punto, Selene esprime con veemenza il suo enorme sconcerto, misto ad un forte sentimento di rabbia e di disprezzo per il professor Greco e per i suoi assurdi esperimenti: è convinta che la tartaruga sia la prova inconfutabile delle azioni malvage che sta perpetrando insieme ai suoi sodali e, in un impeto inarrestabile di riscatto e di rivalsa, sprona gli altri a procedere con il piano per porre fine a questi crimini.

Matteo salta nella sua postazione di comando, di fronte a due schermi e ad una console di controllo; chiede agli amici di osservare attentamente i monitor, dopodiché aziona cinque telecamere ad infrarossi che proiettano sui monitor altrettante riprese stereoscopiche: sono i dati che Norby - il quale, “risvegliatosi” dal torpore bionico, fa il suo ingresso plateale nella stanza, balzando fuori dal ripostiglio - è in grado di trasmettere e registrare mostrando tutto ciò che osserva. Edoardo, quindi, apre la finestra mentre Norby, pilotato da Matteo, si stende a pancia in giù sul pavimento, aziona otto mini-eliche silenziate che emergono dalla sua schiena e si libra da terra come se fosse un drone, rilasciando dalla sua “pancia” un’imbracatura a trapezio simile a quella dei paracadute; Selene, intanto, si è preparata per l’immersione, indossando indumenti subacquei che ha preso in prestito dalla sorella Barbara ed un sistema di interfono a distanza per poter comunicare con i ragazzi dall’esterno; dopodiché sale sul trapezio di sostegno di Norby ed infine entrambi volano via dalla finestra alla volta della spiaggia e delle mongolfiere. Durante il volo, Edoardo e Michele osservano le immagini sui monitor e comunicano con Selene via radio mentre Matteo pilota Norby; Lucia, intanto, non riesce ad allontanarsi dalla tartarughina e cerca di studiarla per comprendere i motivi del suo decesso.

Giunti alla spiaggia, Norby e Selene si separano: mentre Norby prosegue il volo verso la mongolfiera, Selene si immerge nel mare calmo notturno; attraverso l’interfono, Matteo le comunica di aver ritrovato la tartarughina in corrispondenza degli scogli del molo abbandonato, poco distante dal punto in cui lei si trova; Selene ribatte ai ragazzi esprimendo grande stupore: avvista infatti molte altre tartarughine, anch’esse fluorescenti e geneticamente modificate, che stanno scappando proprio dalla direzione del molo. Intanto Norby è arrivato alla mongolfiera e, dopo aver scandagliato l’area, nota un’intensa ed anomala attività di moto ondoso proprio in corrispondenza degli scogli indicati da Matteo: grazie ai suoi infrarossi ed ai sensori di rilevamento elettromagnetico individua una struttura attigua alle rocce sul fondo del mare, piuttosto grossa, che sembra essere l’area che genera il moto ondoso anomalo che sta spaventando le tartarughe, proprio a motivo di uno sversamento in corso in quel preciso istante. Preoccupàti per la nocività di quelle sostanze, Matteo ed Edoardo chiedono a Selene di tornare indietro per non rischiare di venire infettata; Michele, però, osservando le immagini inviate da Norby, ritiene che la struttura potrebbe avere un ingresso sul lato opposto a quello da cui sta avvenendo lo sversamento; inoltre, le immagini sembrano indicare che su quel lato il mare non sia contaminato. Senza pensarci due volte, Selene chiede ai compagni di guidarla a quell’ingresso.

Mentre circumnaviga gli scogli, guidata dai ragazzi, Selene scorge parti della struttura e capisce con sempre maggior chiarezza che si tratta di un vero e proprio laboratorio chimico: ad un tratto, su una parete quasi totalmente ricoperta da alghe e molluschi, scorge la scritta “Juno Petroleum” e lo comunica ai ragazzi. Pochi istanti dopo, trova un ampio anfratto tra le rocce, nuota al suo interno e giunge ad una grotta d’aria: il paesaggio sottomarino che ha di fronte è uno vero splendore, ricco di cristalli e di rocce vulcaniche che non aveva mai visto prima. Selene sveste le bombole di ossigeno, il boccaglio, la maschera e le pinne e prosegue a piedi.

Ad un tratto, sente una voce provenire da una sorta di tunnel-corridoio, così lo imbocca e si avvicina alla sorgente sonora. Prova a comunicare ai ragazzi ciò che sente e vede, ma si accorge di non riuscire più a trasmettere alcuna informazione, sicuramente a causa della profondità a cui si trova e dello spessore della roccia. Ora è sola, ma non ha paura. La voce si fa sempre più distinta e chiara: le parole, espresse in maniera concitata e disordinata, sono pronunciate da un uomo che ora Selene riesce a scorgere da dietro alcune rocce; l’uomo - all’apparenza una specie di scienziato pazzo - parla con se stesso e, con fare maniacale e nevrastenico, sembra dirigere un’orchestra immaginaria, rivolgendosi ai suoi macchinari e ai suoi intrugli, sparsi disordinatamente dappertutto. Afferma che presto il mondo lo celebrerà come un eroe mitico, come un salvatore, che i suoi poteri magici saranno le sue pozioni e che sarà talmente ricco da potersi comprare intere nazioni: tutti saranno ai suoi piedi! Con la mano continua ad azionare una leva, muovendola su e giù di continuo: Selene capisce che quella leva è il dispositivo che permette lo sversamento dei rifiuti nocivi in mare. D’improvviso, un allarme piuttosto forte fa trasecolare Selene: pensa di essere stata scoperta e si guarda attorno per cercare il nascondiglio più vicino, o la migliore via di fuga; ma, voltatasi ancora una volta verso lo scienziato, si accorge che il segnale non indicava la sua intrusione, bensì l’arrivo di un’enorme testuggine, anch’essa modificata ma addirittura al punto da sembrare un mostro. La tartaruga gigante fa il suo ingresso all’interno del laboratorio attraverso un passaggio cilindrico orizzontale trasparente e, giunta ai piedi dello scienziato, china il capo verso di lui; l’uomo inserisce la mano all’interno del suo guscio e fa per attivare un marchingegno: a quel punto, l’enorme guscio della tartaruga si apre per mostrare cosa contiene. Selene sta sudando dall’eccitazione, riesce a vedere tutta la scena: una volta aperto il guscio, in una maniera tanto innaturale quanto spaventosa, lo scienziato estrae un bussolotto simile ad una specie di missile ed una sfera trasparente che posiziona su un lettore ottico; poi, preme un pulsante ed immediatamente compare l’ologramma del professore Maurizio. Ecco le prove che Selene e i ragazzi stavano cercando!

Era tutto - purtroppo - tragicamente vero: il professor Maurizio si rivolge allo scienziato informandolo che il bussolotto contiene l’agente trasparentizzante che gli aveva commissionato e che tutto è pronto per la “separazione dei mari dalla terra”. Selene resta perplessa all’udire quell’espressione e decide di annotarsela; ora anche lei sente - per la prima volta - un po’ di agitazione mista a terrore: ancor di più quando lo scienziato, alzando le braccia al cielo e con voce stridula, esclama che il mare e la terra sono finalmente suoi! Così, con passo felpato ma deciso, Selene torna alla grotta mentre tutto attorno a lei rimbomba il ghigno sadico e mefistofelico dello scienziato. Tornata in superficie, dove l’aspetta Norby, afferra il trapezio e l’imbracatura e si lascia trasportare in volo verso la base.

Di ritorno nella camera di Edoardo e Matteo, Selene racconta ciò che ha visto e sentito nei minimi dettagli; Michele esterna con foga il suo disappunto e la sua rabbia, e così fanno gli altri ragazzi. Poi Lucia, che non si è mai allontanata dalla piccola, povera tartarughina, si rivolge al gruppo ispirata: afferma che se lo scienziato è convinto di conquistare il mondo vendendo alla Juno Petroleum la sua ricetta abracadabra con l’agente trasparentizzante per i rifiuti tossici, e se il professor Maurizio ha creato una miscela di elementi che non è in grado di ridurre minimamente il potere inquinante di quegli scarti, allora sventeranno il loro terribile piano in maniera plateale. Tutti le domandano come e Lucia risponde prontamente: grazie alla tossina melaencetica, che durante il laboratorio del professor Greco hanno scoperto essere in grado di fondere le sue molecole con qualsiasi ambiente microbiotico e di trasmettere a quell’ambiente il proprio patrimonio genetico, potranno contaminare l’agente trasparentizzante con la fluorescenza della piccola tartarughina, innestando la struttura geneticamente modificata della sua pigmentazione prima in quella della tossina e poi in quella dell’agente creato dal professore. Così la tartarughina non sarà morta invano! Michele è scosso da un sentimento di vittoria e di enorme soddisfazione ed afferma che quella è senz’altro la soluzione che stavano cercando: infatti, mischiando la tossina melaencetica arricchita del fattore fluorescente della tartarughina con l’intruglio del professore, al prossimo sversamento notturno in mare la sostanza si trasformerà da invisibile a luminosa, creando una luce abbagliante come se fosse giorno. A quel punto, tutti gli studenti, i professori e i ricercatori dell’istituto potranno vedere con i loro occhi il malvagio crimine che il professor Greco e lo scienziato erano in procinto di commettere.

Selene prende parola per proporre quindi il piano di azione per l’indomani: Matteo sarà responsabile di preparare il filtro da attaccare al bocchettone di sversamento dei rifiuti; Michele e Lucia sintetizzeranno la tossina con il gene modificato di fluorescenza che utilizzeranno per saturare la membrana del filtro; Edoardo preparerà un avviso segreto per tutti gli studenti dell’istituto per invitarli ad affacciarsi alle loro finestre all’ora del tramonto e partecipare ad uno “spettacolo tra cielo e terra mai visto prima!”; e lei, infine, dopo aver controllato l’attrezzatura subacquea e preparato tutto il necessario per immergersi e montare il filtro, insieme a Norby farà un girò di ricognizione dell’isola per accertarsi che non sopraggiungano imprevisti o inconvenienti e, ancora più importante, preparerà l’audio registrato con l’antenna acustica due giorni prima per dimostrare la colpevole complicità del professor Greco, riproducendolo dalla mongolfiera attraverso Norby ed i suoi mega-autoparlanti super stereo incorporati. Tutti i ragazzi vibrano di entusiasmo e si mettono immediatamente al lavoro!

Dopo poche ore di sonno, l’indomani il gruppo di amici frequenta la scuola come se fosse un giorno qualsiasi. Tra uno sbadiglio e l’altro, per non destare sospetti si fanno forza per non saltare neanche il laboratorio del professore Greco, ad eccezione di Edoardo che chiede ed ottiene il permesso di partecipare al laboratorio d’informatica con la scusa di dover mettere a punto un programma per simulare la sintesi del loro lavoro sulla tossina melaencetica (in realtà, sfrutta il tempo di lavoro per mandare a tutti gli studenti d’istituto un messaggio criptato di invito all’evento notturno).

Poi dopo cena, al calar del giorno, quando il sole primaverile delle Canarie è ancora alto all’orizzonte, i cinque ragazzi si inontrano alla base: ognuno di loro è riuscito a portare a termine il proprio compito e tutti, nonostante un po’ di stanchezza, sono molto soddisfatti e motivati a revisionare gli ultimi dettagli con meticolosità. Dopo aver testato il filtro di Matteocon la tossina sintetizzata di Michele e Lucia, Norby e Selene sono pronti per la nuova spedizione esterna: Selene deve accertarsi di installare il filtro prima che sopraggiunga l’oscurità (sono sicuri che il professor Greco e lo scienziato non rischieranno di sversare i rifiuti in mare alla luce del giorno) e Norby, dal canto suo, dovrà riuscire ad appostarsi su un osservatorio mongolfiera senza essere scoperto, guidato in remoto da Matteo, questa volte però accedendo ad esso via terra. Edoardo aiuta Selene a preparare lo zaino con tutta la strumentazione ed infine tutti e sei, Norby compreso, si stringono a cerchio per augurarsi buona fortuna; quindi Selene e Norby partono, fingendo una semplice passeggiata. Gli altri ragazzi sono eccitatissimi nelle loro postazioni di fronte ai monitor quando, all’improvviso, vedono comparire qualcosa, o meglio qualcuno, di totalmente inaspettato: è il professor Greco, che incrocia Selene e Norby sul loro percorso! Dalla base, i ragazzi scoppiano in una sorta di delirio di adrenalinico nervosismo, dicendo a Selene a più riprese di stare calma, di non agitarsi, di fare respiri profondi, di contare le stelle marine che trova in spiaggia, quando Selene si rivolge a loro dicendo di essere tranquillissima: pensino loro a prendersi una camomilla! Ora Selene e il professore sono una di fronte all’altro; Selene, impassibile e fingendosi entusiasta, gli chiede cosa faccia in spiaggia a quell’ora e nota sul volto del professore una grande tensione; durante la fugace conversazione, è proprio lui ad apparire particolarmente agitato. Per non tradire l’imbarazzo, il professore termina repentinamente il discorso di circostanza e la saluta con circospezione, allontanandosi a passo svelto. I ragazzi tirano un sospiro di sollievo e suggeriscono a Selene di affrettarsi.

Poco dopo, Selene e Norby, ormai gli unici a trovarsi in spiaggia, si separano: Selene indossa l’attrezzatura da sub e si immerge in mare, mentre Norby riesci a salire su una mongolfiera senza essere scoperto. Tutto pare procedere nel migliore dei modi, fino a quando le telecamere di Norby intercettano un acqua scooter sottomarino andare in direzione di Selene: i ragazzi sono convinti che si tratti proprio del professor Greco e avvisano Selene dicendole di nascondersi tra gli scogli. Per fortuna, l’allarme funziona alla perfezione: nascosta dietro alcune rocce, Selene vede sopraggiungere il professore sull’acqua scooter sottomarino; il professore si ferma per qualche istante di fronte allo scarico di riversamento - probabilmente per controllare che tutto sia in funzione - e poi si allontana. Quando Norby nota che il professore è ormai lontano, i ragazzi comunicano a Selene che è giunto il momento di installare il filtro. Non senza qualche difficoltà, Selene riesce infine a montare la membrana e a fissarla saldamente allo scarico. Poi si allontana immediatamente verso riva ed infine di corsa verso la base. Norby resta appostato sulla mongolfiera e nota che il sottomarino del professore si è diretto verso l’ingresso alla grotta d’aria con l’intento, dunque, di accedere al laboratorio dello scienziato.

Tutti alla base fremono in trepidante attesa; anche Selene è tornata e siede davanti agli schermi insieme ai compagni. Sono tutti in silenzio e pensano alla stessa cosa: e se non funzionerà? E se questa sera il professore e lo scienziato non sverseranno nulla? Poi Lucia si affaccia alla finestra e chiama a raccolta gli altri ragazzi: tutti accorrono e notano che, quasi ad ogni finestra dell’istituto, vi è affacciato almeno uno studente in attesa del “grande evento”. Passano secondi e minuti interminabili e nulla accade. Alcuni studenti cominciano a fischiare, altri a schernire se non addirittura a maledire l’invito anonimo, ed altri ancora chiudono le finestre e si allontanano. Ma tutto ad un tratto, Matteo per primo si accorge di una scia fluorescente comparire in mare: esclama agli altri di guardare mentre Edoardo attiva gli speaker super stereo di Norby e fa partire la riproduzione della risata malefica dello scienziato. A quel punto tutti gli studenti rimasti alle finestre esplodono in un corale “Oooohhh!!” di grande stupore e poco dopo anche chi si era allontanato torna ad affacciarsi. La scia fluorescente cresce sempre di più e, proprio mentre l’ultimo spicchio di sole scompare in mare, un altro sembra prendere il suo posto e trasformare la notte in giorno. Intanto, proprio mentre la risata dello scienziato si sovrappone all’acceso scontro verbale tra il professor Greco e il suo assistente di due sere prima, anche alcuni professori e addirituttra il Preside della scuola escono dalle loro stanze per osservare cosa sta succedendo.

Nel frattempo, nel laboratorio sottomarino lo scienziato e il professore vengono avvisati da un assordante allarme dell’avaria in corso: non se ne capacitano, verificano l’incredibile danno e dunque cedono ad attacchi di vera e propria isteria, cominciando sconsolati e sconfitti una goffa e tragicomica collutazione. Durante lo scontro, accidentalmente lo scienziato attiva con un braccio il sistema di espulsione dal laboratorio verso la superficie: senza nemmeno accorgersene, pochi istanti dopo si ritrovano - è proprio il caso di dirlo - come due pesci fuor d’acqua esposti a pubblico concerto prima e ludibrio poi, proprio mentre Norby riproduce la voce del professor Greco pronunciare le parole “Verrai ucciso!” ripetutamente in loop, a volume sempre più forte. Matteo, quindi, attiva le eliche di Norby e lo dirige verso il professore e lo scienziato; giunto sopra le loro teste, rilascia una rete che li intrappola e immobilizza abbracciati: ed ecco che l’intero istituto esplode in un enorme grido di gioia e di vittoria!

Ben presto, le autorità richieste dal Preside e prontamente accorse arrestano i due furfanti, mentre Selene, Lucia, Michele, Edoardo, Matteo e Norby si incontrano tutti in spiaggia, insieme agli altri studenti e professori che li accolgono come veri e propri eroi ed eroine! Anche il Preside li elogia pubblicamente, dicendo loro che stavano tenendo sotto sorveglianza speciale il professor Greco già da tempo, ma che non sarebbero mai riusciti a scoprire il suo malvagio piano così brillantemente. Poi, usando Norby come megafono, il Preside prende la parola per annunciare a tutti i presenti che questa serata verrà ricordata d’ora in poi come la serata degli eroi della scienza e del coraggio! E così, tutti esultano al grido di “Viva gli eroi della scienza!!”, portando in gloria i nostri sei protagonisti!


FINE

 

Fumetto del Liceo Scientifico Statale "Galileo Ferraris" di Varese