Consigli bibliografici

Ho sempre pensato che i saggi - un termine che, per me, comprende la varia di alto livello, i trattati, i pamphlet e la saggistica vera e propria - si possano dividere in due grandi categorie. Quelli che, mentre li leggi ti fanno sentire più stupido e quelli che ti fanno sentire più intelligente.


Va da sé che la mia preferenza va ai secondi. Sono quei testi che, pur trattando argomenti difficili, magari peregrini, sono però così stimolanti, così chiari nella loro esposizione che ti danno la sensazione - impagabile - di capire, finalmente, per la prima volta, cose che, fino ad allora, non sapevi, non capivi e, soprattutto, credevi di non poter capire.


Fisica per i presidenti del futuro di Richard Muller appartiene a questa seconda (mirabile) categoria. È stimolante, soprattutto perché è, anche, provocatorio. Il suo compito, dichiarato, è dissolvere, grazie alla fisica, alcune delle idees reçues più solide e diffuse. Sfatando pregiudizi e luoghi comuni. Mettendo, in questo modo, il lettore di fronte a notizie che, sulle prime, appaiono sconcertanti. Per esempio, lo sapevate che si può toccare, a mani nude, un grammo di plutonio (senza morire, intendo)? Sconcertante, vero? Eppure è così, e Michael May, un esperto di armi nucleari, l'ha fatto almeno una volta, veniamo a scoprire grazie al libro di Muller.


E questo è solo un esempio, dei tanti preconcetti, frutto di mezze verità scientifiche mal digerite (perché mal comunicate dai media), che Fisica per i presidenti del futuro si prefigge di dissipare, riuscendovi alla grande.


Una volta che lo avremo letto, sapremo qualcosa in più e, soprattutto, avremo imparato a fidarci meno di quello che crediamo di sapere.


 Richard A. Muller, Fisica per i presidenti del futuro. La scienza dietro i titoli dei giornali, Codice Edizioni.


Mario Capello